L'incontro del 12 febbraio 2008
Gli studenti e lo studente del libro
Di seguito si riporta una sintesi del dibattito

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DL: dottoressa Lanciano

SE: studente

SA: studentessa

DL
Parleremo di Giulio, oggi. A me il libro è piaciuto molto. Non vedo l’ora di conoscere l’autore…

SA
Non mi è piaciuto perché è venuto fuori solo il pensiero del professore

SE
È uno dei finali peggiori che abbia mai letto

DL
A me, invece, è piaciuto molto. L’autore voleva che ognuno di noi immaginasse un finale tutto suo

SA
Secondo me la mamma di Giulio e il professore hanno avuto una storia

DL
Secondo voi com’è il prof Fermi? Dico proprio fisicamente…

SA
Non è tanto giovane. È sulla quarantina. Non è bellissimo ma ha il fascino del filosofo

SA
Secondo me è sulla trentina perché si immedesima molto nella realtà dei giovani e riesce a capire i loro pensieri

SE
Non ha 30 anni perché parla del ’68. Sarà più o meno del ’55. Però ha già i capelli bianchi, abbastanza lunghi

SA
Sui 35 anni. Un artista stravagante. Giacca e jeans

SA
Come il professor (…). Occhi azzurri e affascinante

DL
Torneremo sull’insegnante nel prossimo incontro. Ora parliamo di Giulio. Secondo voi è un ragazzo difficile?

SA
No. Sta solo affrontando l’adolescenza

SE
Non sta vivendo come si deve

SA
È un po’ esagerato

SA
È un po’ troppo sensibile

SA
È un po’ enfatizzato il suo carattere

DL
E la madre? Non vi sembra un po’ ansiosa?

SA
È normale che la mamma si preoccupi del figlio

SE
È ansiosa perché vede le altre famiglie con i figli che almeno in apparenza sembrano sereni

SA
Dovrebbe preoccuparsi di più perché suo figlio sembra un drogato

DL
Vi piace il titolo del libro?

SA
Sì, è stato preso da una frase di Giulio

SA
Per il prof è la scuola. Per lo studente è il mondo esterno. Per la mamma è la famiglia

DL
Prendiamo in considerazione qualche pensiero di Giulio:
…non ho aspirazioni tranne quella di vivere giorno per giorno, e divertirmi, e soprattutto non farmi problemi inutili…
Questa frase fotografa Giulio?

SA
Secondo me vuole convincersi di ciò ma non è così

SA
C’è voglia di indipendenza

DL
Cosa denotano i suoi cambiamenti di umore?

SA
È confuso…

SE
…com’è giusto che sia…

DL
Perché “com’è giusto che sia”?

SE
Perché è normale

SA
Perché è così per ogni adolescente

SE
Io non sono d’accordo con Giulio. Il suo mondo non mi appartiene

SL
Ti ritieni sereno?

SE


SE
Anch’io sono sereno. Non combaciano i miei pensieri con quelli di Giulio

SA
È un personaggio esagerato anche se molti dei miei amici sono così

SA
Questa situazione gli fa comodo

SA
È un ragazzo debole e sensibile. Non si lascia scivolare le cose addosso

DL
È debole o è sensibile?

SA
Secondo me chi è sensibile è più forte. Non è debole. È sensibile

DL
Amplifica tutte le sue emozioni. Succede così quando ci si deve allontanare dai genitori per diventare autonomi. Si soffre. La vita di Giulio è uno spaccato della vostra vita

SA
Ma enfatizzato però

DL
I pensieri di Giulio sono stati anche i vostri qualche volta?

TUTTI GLI STUDENTI
Sì – Qualche volta – Spesso

SE
Per me quelli relativi ai problemi dello studio e delle amicizie sbagliate

SA
I miei no di sicuro

DL
(Chiede di commentare i comportamenti di Giulio)
Mi sembra che venga fuori sempre la sua conflittualità: con la scuola e con tutto il resto.
Vi ci ritrovate?
Con i vostri professori parlate della vostra vita?

STUDENTI (tutti)
No

SA
Abbiamo tempi troppo ridotti e i prof sono presi dalla loro lezione. E poi di noi non gliene importa e noi non ci apriamo con così poco tempo a disposizione

SA
Lui è il prof e non gliene frega niente dei miei problemi

SA
È un adulto…

SA
Parlo con le persone di cui mi fido, con chi conosco bene. Il prof è come una commessa del supermercato. Lo vedo raramente

SE
Il tempo c’è ma viene sprecato per altre cose. Si spendono ore e ore per cose che non servono

SA
Ma questo è soggettivo! I prof sono presi dalla loro vita

SA
Alle elementari, per esempio, molte ore venivano spese per il rapporto interpersonale

DL
Conosco molti insegnanti che hanno voglia parlare con voi ma voi non vi aprite…

SA
Con Ferri (il prof del libro) lo farei ma così è difficile. Ce l’ho una prof che potrebbe capire alcune cose ma non la vedo capace di capire tutti i miei problemi. È una prof che urla ma è un pezzo di pane

SA
Se io andassi da un professore, penso che lui non si tirerebbe indietro

SE
Magari ti sente ma non ti ascolta

DL
Sto ascoltando cose molto interessanti. Noto che state segnalando un divario tra studente e docente. Un divario che aumenta nel passaggio dalle elementari alle superiori. Ma non è che siete voi ad allontanarvi?

SA
O forse loro che ci chiamano per cognome…

DL
Forse bisognerebbe evitare irrigidimenti reciproci

SA
Alcuni professori non ricordano nemmeno il mio nome né il mio cognome. Eppure sono i miei insegnanti da quattro anni

DL
Ti dispiace?

SA
Certo. È come se per lei io non esistessi

SA
C’è una prof che mi confonde sempre con la mia compagna di banco

DL
Siamo tornati di nuovo sugli insegnanti che sono il tema del prossimo incontro. Parliamo di Giulio

SA
Io lo sento simile a me. Anch’io quando c’è la ricreazione corro ad incontrare un ragazzo che mi piace molto

SA
Per me è simile la parte che riguarda i paragoni con la sorella. Anch’io ho una sorella molto brava. È la ragazza perfetta, un modello da seguire. Io sono più ribelle di lei. Somiglio a Giulio per i miei problemi con i genitori. Comunico poco e loro non mi capiscono

SA
Invece nella mia famiglia sono io la perfettina. Quando mia madre apre bocca, mia sorella l’anticipa: “Ecco con il paragone con mia sorella”. È più grande di me ma i miei genitori le indicano me come modello da seguire

SA
Anch’io sono il modello da seguire. Mio padre fa continuamente paragoni e danno fastidio anche a me

SA
Lo fanno per stimolare e dare una strigliata…

SA
Mio fratello è del tipo di Giulio. I miei non hanno mai fatto paragoni ma li facciamo io e lui. I genitori non si mettono in mezzo

DL
Giulio sta male. Dice: “Ho voglia solo di aria fresca…”
Galimberti dice che gli adolescenti stanno male, oggi più di ieri, non solo per una questione collegata alla crisi esistenziale ma per il Nichilismo della società contemporanea. Dei giovani, oggi, si occupa soltanto il mercato. Ma che cosa si può fare per contrastare questo disagio esistenziale e culturale?

SA
Non è facile. Essere meno chiusi. Accogliere di più le richieste dei figli

SA
Molte persone sono chiuse. Molti preferiscono tenersi tutto dentro. Questo succede anche tra persone che si conoscono da anni. La società è cambiata molto. È difficile tornare indietro

SE
Comunicare di più “dal vivo”. Evitare internet. Bisogna incontrarsi

SE
C’è bisogno di maggiore comunicazione. Un punto d’incontro…

SA
Bisogna essere consapevole delle proprie difficoltà. Aprirsi. Io sono molto chiusa. Faccio vedere che sto bene ma non è vero. Trovo utile un confronto con altre persone per superare i momenti difficili

SA
Io sono selettiva. Dico molto, parlo molto ma solo con le persone che conosco bene e di cui mi fido. È difficile trovare una persona nuova di cui fidarsi. Mi fido di più delle persone con cui sono cresciuta, degli amici che conosco dall’asilo o dalle elementari

SA
Il rapporto deve essere naturale. Niente deve essere forzato. La soluzione è il dialogo senza aver paura di non avere di fronte la persona giusta

SA
Bisogna fidarsi per comunicare con gli altri

SA
Troppi giudizi. Siamo continuamente osservati. Io ho le mie amicizie e so come risolvere i problemi e come comunicare. Sto bene

SA
Io non riesco a sfogarmi con qualcuno che non mi risponde

SA
I problemi devono incontrarsi altrimenti i problemi sono irrisolvibili

SA
Credo che i ragazzi di oggi diano importanza solo alla contemporaneità della moda. Bisognerebbe credere in qualcosa, un Dio o un ideale. Io avevo dei valori che oggi non mi va di seguire

SA
I ragazzi non sanno vivere

SA
I modelli che la società ci impone sono forti e prima non c’erano

SA
La gente è fredda. Docenti, genitori e amici sono freddi e pensano alla loro vita senza alcuna voglia di condividere qualcosa con gli altri. I miei genitori, per esempio, pensano solo al mio rendimento scolastico e non a come sto, se soffro, cosa penso… Inibiscono anche le mie passioni…

SE
Per me, bisogna spegnere la televisione. La massa è sempre più ignorante anche nei Paesi più sviluppati. Per il disagio esistenziale bisognerebbe modificare il sistema che da sempre, dal Medioevo ad oggi, considera la massa e non l’individuo. Noi non siamo protagonisti della nostra vita. Possiamo diventare dei buoni adulti solo se riusciremo ad allevare dei buoni figli. La nostra generazione è già rovinata

SA
La televisione rispecchia la società di oggi. Se in televisione c’è quello che vediamo è perché la società è proprio così. Si identifica con il nulla.


 

 

 

 

Autore: Francesco Paolo Tanzj - Esperto esterno: Leontina Lanciano (psicopedagoga) - Docenti: Rosalba Martina, Olimpia Testa, Giovanni Petta