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Quella povera donna
di Michela Pizzi

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Omaggio a Carver
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Stanca e piena di sudore. I capelli raccolti. Una camicia e un largo pantalone da uomo. Seduta alla fermata dell’autobus, con aria sognante, sfogliava un catalogo di oggetti per la casa. Era venuta a piedi dalla vecchia fabbrica di tessuti fuori città.

Pareva molto vecchia, ma non doveva esserlo. Dal suo zainetto prese un piccolo portamonete, lo rovesciò e si lasciò cadere in mano il denaro per il biglietto. Aveva solo quello. Io, come al solito, il biglietto non lo pagai. Salimmo sull’autobus e sedemmo vicini. Solo allora notai che al collo aveva un grosso medaglione. Come una cornice in miniatura. Dentro, la foto di un ragazzo dai capelli biondi. Mi incuriosii.

La fissai ancora per un po’ e poi mi girai a guardare fuori. Non eravamo neanche a metà strada. La sentii parlare. Non parlava con me e non capivo cosa diceva. Il suo sguardo era fisso e smarrito. Allora pensai che qualcosa non andava. Così, mi misi a fantasticare su come poteva essere stata la sua vita. Forse il ragazzo di quella foto era suo figlio, oppure suo fratello; oppure semplicemente la foto di un estraneo presa da chissà quale parte. Di una cosa ero sicura: doveva avere molti problemi.

Certo, io, ragazzetta di strada, non avrei potuto risolverli, ma sentivo di dover fare qualcosa. Non avevo niente da darle, ma qualcosa volevo farlo. Così, arrivati alla fermata, scendemmo e facemmo insieme tutta la strada, fino al suo quartiere. Non è che il mio sia uno dei migliori, ma quello era davvero il quartiere più brutto della città.

 

Testi scritti dai ragazzi della IA del Majorana in occasione dell’evento «Omaggio a Carver» - grafica sculture installazioni di PUNZO & TESTA - organizzato e coordinato da: Provincia di Isernia - Libreria Il Melograno - Maci Museo di Arte Contemporanea di Isernia - L’opera di Raymond Carver è pubblicata in Italia da Minimum Fax - Coordinamento: prof. Giovanni Petta