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Lo sbandonamento oculato
PER IL BENE COMUNE DI GENNAIO-FEBBRAIO-MARZO 2021
 
Ruzzone l’aveva detto. La dobbiamo smettere di scrivere contro il potere perché il potere prima o poi ci schiatta. Infatti, negli ultimi mesi, uno alla volta, molti dei compagni di passatella, non appena facevano uno starnuto, se li venivano a prendere, li portavano al Cardarelli e là crepavano.
Hai voglia tu a dire che la tosse noi ce l’abbiamo perché ci fumiamo le nazionali sotto alla mascherina. E quando ti fumi una nazionale senza filtro sotto alla mascherina è come a farti una corsa per la pianura di Venafro… che ti riempi i polmoni di tanta schifezza che devi scatarrare per forza.
 
Loro invece no… è il virus… venite con noi… salite, salite… e, come arrivavano a Campobasso, li mettevano dentro all’isolamento e là crepavano senza che dalla Cantina potesse arrivare un conforto… una mezza Peroni… un mazzo di carte…
Allora abbiamo capito: ci volevano eliminare per queste  cose che scriviamo sul Bene Comune. Così abbiamo telefonato al direttore e gli abbiamo detto che il rischio è troppo grosso e noi non vogliamo fare la fine di Navalli, quello russo, che gli hanno messo il veleno dentro al bicchiere. Noi la Peroni ce la vogliamo bere tranquilli, senza pensieri. Il prossimo mese scriviamo ma ci devono mettere un altro nome: invece di Turzo firmiamo Sturzo… che magari a loro gli fa più impressione. E al posto della Cantina Iammacone ci vogliamo chiamare Istituto di Ricerca… che gli fa ancora più impressione.
 
Voi non ci credete ma la situazione è stata veramente drammatica. Tra tutti i giocatori di tressette della Cantina che si sono ammalati, l’unico che si è salvato è stato Ruzzone. Perché è stato molto oculato ed è riuscito a non farsi portare a Campobasso. Ha mantenuto mantenuto la tosse ma poi, mentre scatarrava, si è accorto che Smartfòn, la spia che teniamo dentro alla Cantina, già stava telefonando al 118 per fare la delazione. Così, prima che arrivasse l’ambulanza, si è messo sul trerruote e si è andato a ricoverare da solo a Larino. E ha evitato pure la variante di Bonefro e quella di Tappino. È stato veramente oculato.
 
Quando è arrivato, non ha trovato nessuno ma è entrato lo stesso. Si è sbandonato sopra a una branda e là è rimasto per una quindicina di giorni. Ha appeso alla flebo una boccia da cinque litri di vino che gli aveva regalato Catabbo e si è nutrito solo di quello, di vino oculato.
Ha raccontato che ha dormito tranquillo e sereno perché c’era un silenzio assoluto. Sentiva solo le quaglie che cantavano sopra al davanzale e Andrea Greco, nell’altra stanza, che pazziava con il telefonino e faceva i video da mettere incoppa a fesbuk.
Insomma, si è salvato perché nessuno è entrato dentro alla stanza dove stava lui. E per quindici giorni non ha fatto altro che parlare con la parete di fronte e con il tubo della flebo che gli oculava il vino. Come a un tibetano di Caccavone sbandonato nella foresta di Staffoli.
 
Quando è tornato alla Cantina, pieno di salute come a uno che viene eletto consigliere regionale, ha subito voluto condividere la sua esperienza con l’universo e ha organizzato un convegno a distanza con Emilio Izzo. Per rispettare le norme di sicurezza, Emilio parlava da Isernia con il megafono e noi lo sentivamo da qua con le coppette di gelato sgùite vicino alle recchie. Così Emilio ci diceva di andare alla manifestazione del giorno dopo, ma quando arrivava la voce la manifestazione già s’era fatta. Emilio diceva che i morti erano cento e quando arrivava la voce i morti erano trecento. Emilio ha fatto una battuta su Toma e sul vaccino oculato ma a noi è arrivata solo una cosa volgare che il prete si è fatto la croce. Emilio ci diceva di non accidere i porci ma quando arrivava la voce noi il porco lo avevamo già addacciato e avevamo già appese le salsicce alla pertica. Alla fine, però, Emilio ha urlato da Isernia una frase sulla democrazia cristiana. E quella è arrivata in tempo. Per certe cose il tempo non esiste. C’è solo l’eternità.
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"Chi pensa male non sbaglia. Chi pensa bene campa" (Rossano Turzo)